SEGNALAZIONE LA STAGIONE DEL RITORNO DI ANGELA DI BARTOLO

BIOGRAFIA:

Angela Di Bartolo è nata a Bologna dove vive tuttora. Laureata in Scienze Politiche, lavora presso il suo Comune come Assistente Sociale. Le sue passioni, oltre alla letteratura, sono il giardinaggio, la storia e l’archeologia.

Nel 2014 ha pubblicato l’antologia di racconti fastastici Per altri sentieri (Runa Editrice) e il racconto illustrato per bambini Nero (Runa Editrice).

Nel 2015 il fantasy epico La Stagione del Ritorno (Runa Editrice).

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SINOSSI LA STAGIONE DEL RITORNO: 

 

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Nelle Terre d’Oriente si verificano strani delitti. Savìla e Lirian se ne addossano a vicenda la colpa. Diffidenza e sospetto si spargono come un veleno, dopo secoli di pace si torna a parlare di guerra. Pochi sanno che è un altro, il nemico: un’ombra maligna che penetra le menti degli uomini, che fa leva sul loro orgoglio per asservirli, per spingere i popoli a uno scontro totale. E la guerra esploderà, feroce fino alla barbarie, coinvolgendo tutte le Terre d’Oriente. L’unica speranza è un fiore d’argento, un talismano che solo un uomo potrà ritrovare. Sarà un cammino sull’orlo dell’abisso, un arduo viaggio per luoghi remoti ma anche all’interno di sé, a confronto coi propri demoni in una lotta dall’esito mai scontato.

La Stagione del Ritorno  è la storia di una discesa all’inferno e di una faticosa risalita, in un difficile percorso di maturazione di individui e popoli verso un nuovo equilibrio. Universo fantastico e realistico insieme, quello de La Stagione del Ritorno è un mondo dai tratti rinascimentali e mediterranei dove re e contadini, servitori e maghi si muovono tra intrighi di corte e incantesimi, creature del male e battaglie, eroismo e tradimento. Una storia a più voci narrata con una sensibilità moderna, attenta alle dinamiche interiori e interpersonali, agli interrogativi etici, ai conflitti, ai simboli. Un fantasy non convenzionale rivolto a lettori che amino immergersi in mondi complessi, lettori in cerca non solo di evasione, ma anche di stimoli di riflessione sui grandi temi dell’esistenza umana.

 

STRALCIO: 

Era quasi mezzanotte, e un cavallo bianco galoppava lungo il Nennfrìl verso il confine con la Repubblica. Il vento gonfiava il mantello del cavaliere, che vedeva finalmente profilarsi, oltre la lunga pianura, le colline di Espìn rischiarate dalla luna.

L’inquietudine non lo abbandonava. Ancora una volta infilò la mano sotto la casacca per cercare la lettera: era ancora al suo posto, e presto Lirian avrebbe avuto la prova della buona fede di Hermano. “Purché non sia troppo tardi” pensò, ignaro di quanto accadeva a Savìla. “Torna presto, Wisenard, non ce la faremo da soli.”

Mancavano poche miglia al confine, dietro di lui si levò un rimbombo di cavalli. «Corri, Faios!» gridò e l’animale si tese allo spasimo, ma continuava a perder terreno e l’uomo poteva già udire l’ansimare dei cavalli, molti e sempre più vicini. Si lanciò verso una macchia di lecci, e mentre si voltava indietro a guardare, una fitta atroce gli trapassò le costole. Si gettò nel folto, col ferro che gli straziava la carne smontò di sella e si trascinò fra i cespugli. Stava per perdere i sensi quando nel buio brillarono due occhi di fiamma, ed ecco apparve un enorme lupo. Lui rabbrividì e chiuse gli occhi. Sentì la zampa del lupo premergli sul costato, sentì contro la faccia il suo caldo respiro e come in sogno udì una voce:

«Salve, Trevor Harford.»

L’uomo tese la mano. «Lukràtos…», e in quel momento una dozzina di cavalieri si lanciarono tra i lecci, pronti a piombargli addosso. Ma il lupo balzò davanti a loro, spaventoso a vedersi, e i cavalli si imbizzarrirono e fuggirono via in preda al terrore, mentre due dei cavalieri venivano sbalzati di sella. E nulla poterono le loro spade contro la forza selvaggia dell’animale, che azzannandoli alla gola li uccise all’istante. Poi il lupo si avvicinò a Trevor, con gentilezza gli lambì la ferita ed egli sentì il dolore calmarsi un poco.

«Riposa, adesso» disse Lukràtos. «Io resterò qui stanotte, e domani qualcuno verrà in tuo soccorso.»

Trevor scivolò nel sonno. Ma vigili per tutta la notte furono gli occhi del lupo, disteso accanto a lui col muso sulla sua spalla, mentre la luna calava dietro i Monti del Györ.

LINK:

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