l’idea in letteratura

Ciao a tutti,

Questo mio articolo vuole essere solo un consiglio spassionato per coloro che desiderano trasformare il romanzo nel cassetto in un testo degno di comparire negli scaffali delle librerie oppure negli store on-line.

 

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Per prima cosa io consiglierei:

1- Leggere: per scrivere bene occorre leggere molto, non solo i classici (per il lessico e per la riflessione) e il genere che amiamo (se aspiriamo a scrivere un romanzo storico, leggeremo soprattutto romanzi di scrittori famosi: Sir Walter Scott, Dumas, Manfredi, Giulio Leoni, Forte, Cornwell, Carla Maria Russo, Danila Comastri Montanari, le sorelle Bronte, la Austen e molti altri) ma anche quelli di solito snobbiamo, dai quali possiamo trarre idee per il nostro scritto (distopici, ucronici, fantascienza, noir, thriller, horror, gialli, fantasy ecc). Se leggete solo un paio di libri l’anno oppure se a stento avete finito le medie, io consiglierei di abbandonare il sogno nel cassetto. Il vostro lessico, costruzione della frase, grammatica e sintassi, ma anche la costruzione di una trama coerente non saranno evolute. Lanciare nel mercato di internet opere con molti errori (ho letto anche miscugli di gergo dialettale italianizzato) non aiuterà la vostra carriera di future autrici.

2L’idea: senza un’idea originale il romanzo non si può creare. Certo, ormai è stato scritto di tutto in tutti i generi letterari, ma copiare le idee degli altri non ci fa onore (intendo personaggi che si comportano come quelli famosi, che abitano nelle stesse città del romanzo famoso ecc). Questo non significa che se amate un periodo storico non possiate scrivere un romanzo ambientato in esso (per es se amate il 1800, non è detto che ci fossero solo duchi, contesse e tante feste vittoriane, ma è stato anche un periodo di invenzioni scientifiche e mediche, di scrittori, di esploratori, di colonizzazione, di schiavitù, di modi d’investigazione più avanzati) oppure se amate la fantascienza robotica non possiate scrivere qualcosa ispirandovi ad Asimov. Il difficile sta nel domare la carta bianca, la piattezza di certe soluzioni troppo semplici, di certe frasi fatte e ripetitive. L’idea quindi si compone di alcuni elementi:

  • Originalità

  • Fantasia (ascoltare la musica e farsi trasportare da essa; osservare la vita, i comportamenti di chi ci sta accanto ecc).

  • Raccolta di informazioni/studio sull’ambiente che vogliamo descrivere.

  • Capacità di andare oltre gli schemi, i cliché troppo sfruttati in letteratura.

  • Creare dei punti di vista diversi dai soliti (come la ladra di libri, il narratore è la morte).

Come possiamo capire se un’idea è adatta a essere trasformata in un romanzo (o racconto), cioè quando è buona o interessante? Se può avere un mercato e attrarre il lettore? In fondo lo scrittore crea per essere letto, per essere ricordato e apprezzato. Prima di tutto, nei corsi che ho frequentato si punta molto sull’analisi del pensiero. Cioè essere consapevoli che la storia non sia già stata scritta da altri. Per es Gaiman, prima di scrivere, analizza il mercato librario per vedere se qualcuno ha già prodotto qualcosa sull’argomento che a lui interessa (es i dinosauri in un’isola spersa nell’oceano, dove scienziati lavorano in un team per aprire un parco divertimenti). Tempo fa, inoltre, avevo letto un articolo molto interessante sui generi che in America gli editori stanno rifiutando di pubblicare. Per es erano citate le gravidanze demoniache, le storie di zombies, gli urban fantasy alla Vampire Diaries, gli epic fantasy come il Signore degli Anelli, le storie di fate e di sirene, i thriller con il serial killer (se amate i gialli sono molti più apprezzati gli omicidi risolti dal classico poliziotto, ispettore, carabiniere, investigatore ecc)

Quindi il mio suggerimento è scrivere, perché ci piace, ci rilassa, ci aiuta a dimenticare i problemi quotidiani, ma tenendo presente anche il lettore medio.

Inoltre, personalmente, io sono per la scrittura responsabile, cioè evito di acquistare e di scrivere su uomini violenti, rapitori, sadici, violentatori, assassini, pedofili ecc descritti come eroici, da amare, da non denunciare, da perdonare sempre. Soprattutto considerato il delicato periodo che l’Italia sta passando con l’aumento dei casi di femminicidio.