INFODUMP

Parliamo del famigerato infodump.

 

Cos’è?

Infodump in inglese significa esposizione/racconto d’informazioni che si offrono ai lettori senza che siano necessarie ai fini della trama.

In un romanzo storico mi aspetto, quale appassionata del genere, che l’autore/autrice conosca alla perfezione il periodo storico in cui ambienta il romanzo Non solo l’abbigliamento, ma anche la politica, gli usi e i costumi, le armi, e gli eventi importanti di quel periodo. Insomma, una conoscenza a 360 gradi. Questo non significa che il lettore deve essere annoiato con lezioni di Storia ma deve essere affascinato da tanti particolari e senza accorgersene imparare qualcosa che ignorava. Per rendere l’apprendimento più accattivante spesso si usano dialoghi tra protagonisti oppure uno dei personaggi ricorda il suo passato (battaglie, assedi, storie d’amore, sposalizi, ecc).

Da evitare è l’infodump “nascosto”. Per esempio un prete che chiede a un altro prete su cosa si fondi la dottrina cattolica (domanda inutile dato che entrambi conoscono la risposta). Oppure che la protagonista descriva la sua casa troppo nel dettaglio (dal lampadario, al letto, alle tende), soprattutto se i dettagli non sono necessari alla trama: meglio che sia un ospite o una persona che la vede per la prima volta a descrivere la stanza.

esempio:

Alice fu scossa da un brivido, quando con il cavaliere entrò nel cortile del castello. Era stretta a Lorenzo come se potesse allontanarsi da un momento all’altro e fu colpita dalla connotazione militare del maniero. Come ricordava dagli studi scolastici, era tipico dei primi anni mille: squadrato, imponente, mattoni a vista, lunghe e rade aperture a feritoia e totale assenza di tetto spiovente. Ai quattro punti cardinali erano state costruite basse torri, unite tra loro da un ampio camminamento. La cinta difensiva, inoltre, era interrotta a intervalli regolari da feritoie.

Mio Dio, come farò a uscire dai guai?

Cercate di evitare d’interrompere le azioni dei protagonisti con lente descrizioni ambientali oppure con ricordi d’infanzia ecc.

esempio:

«Marco, guarda! Dalla fortezza stanno uscendo gli armigeri. Stanno cavalcando nella nostra direzione. Fuggiamo!»

Marco guardò l’amico e i nemici che si stavano avvicinando. Ricordò quando l’anno precedente l’avevano quasi catturato con Antonio. In quel caso la morte li avrebbe raggiunti con l’impiccagione. Il castellano avrebbe fatto costruire una piattaforma nel mezzo della corte d’armi e una corda avrebbe posto fine alla loro vita.

Qui gli armigeri li hanno catturati e uccisi.

Meglio usare i ricordi prima di alzarsi dal letto oppure mentre ci si veste (quindi prima d’iniziare la giornata).

Quella mattina d’agosto, Garzapano di Bussolengo si svegliò prima dell’alba. Con alcuni ospiti illustri, sostenitori di Federico di Hohenstaufen, aveva organizzato una battuta di caccia al cervo. Emanuela, l’amante del momento, era già scomparsa dal suo letto. A lui piaceva dormire solo. Sbatté le palpebre, ancora assonnato e rimase sdraiato a riflettere. Si riteneva un uomo appagato: la sua ambizione, difatti, lo aveva portato a ottenere la custodia del castello di Rivoli.

Flussi di ricordi lo assalirono e rammentò ciò che tanti anni prima aveva consigliato a Ottone di Wittelsbach: «mio signore, vi suggerisco di prendere quella strada. Aggireremo così il grosso dell’esercito nemico! Li uccideremo tutti!» Nel 1155, infatti, lo aveva aiutato a sconfiggere gli anti-imperiali a Ceraino: un gruppo di uomini della valle che si era ribellata all’impero. Isacco, il comandante del suo esercito che conosceva bene quelle zone, gli aveva indicato come prendere alle spalle quella banda di traditori. Erano così stati trucidati quasi tutti i ribelli, rievocò lui con gioia.

Infine, sbadigliando un’ultima volta, si alzò e si vestì con l’aiuto di un valletto.

on-writing

Lo stesso si può dire dei romanzi fantasy e di fantascienza dove l’autore si sente in dovere di descrivere alla perfezione il mondo in cui ci si trova il protagonista. Sbagliato! Il lettore deve capirlo dalle piccole pennellate nei dialoghi, dalle osservazioni quotidiane. Com’è possibile che un ragazzo, entrando in una stanza che conosce da sempre, la descriva in tutti i dettagli? Noterà solo qualche particolare: es la madre nei pressi del camino, il padre seduto a tavola in attesa della cena ecc ma n0n tutto. E per favore, usate anche altri sensi oltre alla vista (olfatto, tatto, udito).

Discorso a parte bisognerebbe farlo per i romance a carattere storico: qui l’importanza è data ai sentimenti dei protagonisti, all’intreccio della vicenda amorosa (spesso un lui e una lei) non ai particolari di un ambiente (tende, luci, sedie, cibo ecc). Troppi dettagli annoiano le amanti del genere. Pochi particolari ma buoni.

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