I PROTAGONISTI

Ciao a tutti e benvenuti nell’appuntamento con i protagonisti delle nostre storie. 🙂

 

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  1. In un romanzo ci vogliono sempre almeno due protagonisti (giovani o vecchi, non importa. È possibile anche con animali, come per es la collina dei conigli). È anche possibile anche che in un romanzo ci sia un solo protagonista (es un ipotetico ultimo uomo sulla Terra), ma è difficile mantenere l’attenzione in un libro del genere. Potrebbe risultare noioso.

  2. Evitate i cliché: es uomo attraente, ricco, farfallone che s’innamora proprio della segretaria insulsa o dell’ultima arriva in azienda. Cercate di creare delle persone vere con un vissuto possibile, non troppo fantastico. Quindi io sono per gli scorci nuovi, le insolite prospettive e i punti di vista diversi.

  3. All’interno di un romanzo e racconto ci deve essere una gerarchia nei personaggi (quanto spazio dare ai singoli protagonisti). Io amo il punto di vista alternato o multiplo (vi spiegherò cosa sono nella prossima puntata)

  4. I nomi devono rispettare il contesto storico. Per es non si può chiamare Sarah una donna cristiana del Medioevo. Il nome, infatti, ha origine ebraica. Oppure Silla, Claudia, Giulia, Gaio, Lucio ecc un barbaro non romano (per es un vichingo oppure un gépide). Comunque alcuni barbari hanno scelto di farsi chiamare con nomi romani, una volta calati in Italia per governare.

  5. L’aspetto fisico dei personaggi. Li immaginiamo snelli o robusti, mori o chiari di capelli, con occhi scuri o chiari, con pelle ambrata/scura oppure pallida. I Longobardi, e in generale tutti i barbari, avevano capelli e barba lunghi, non avevano il pizzetto, per es. I Romani, in contrapposizione, avevano i capelli curati e corti, senza barba, almeno fino ai primi secoli D.C.

  6. È importante segnarsi su un blocco anche il lavoro, i difetti caratteriali (se è un codardo, se è impavido, se è bugiardo ecc), le debolezze, le stravaganze comportamentali, i vizi che rendono i protagonisti intriganti. Ci può essere un’evoluzione all’interno della storia (da timido potrebbe diventare più sicuro, deciso e coraggioso)

  7. Un aspetto molto importante è la coerenza del contesto storico, ambientale, emozionale in cui inserirli. Quindi essenziale è la ricerca.

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Per esempio se siamo appassionati di Storia alto medievale, è improbabile che un gépide, alamanno, burgundo, semnone o rugio sapesse leggere e scrivere. I più romanizzati all’epoca erano i Goti. Inoltre molte etnie erano cristiane ariane ma ancora molti, prima dell’anno mille, erano di religione norrena (e non credevano nella stregoneria). I Longobardi amavano restare in ozio o andare a caccia, quando non combattevano e lasciavano alle donne, vecchi e bambini l’onere dei campi, della casa e della famiglia. Con queste premesse, è anacronistico che un guerriero fosse particolarmente affettuoso o poetico con le amanti o la moglie. La donna era un mezzo per continuare la stirpe, vista come un oggetto, e non aveva molte libertà in una società così patriarcale. La concezione etica-militare-religiosa si riassumeva in Onore, Fedeltà al proprio re e Gloria. Un codardo oppure un amante della contemplazione avrebbe avuto vita molto breve.

Parliamo di fantasy. Io sono cresciuta con gli Epic fantasy (es il Signore degli Anelli). Anche qui ci sono delle caratteristiche da rispettare: la cerca, il viaggio, l’eroe, spesso sfigato o comune, che salva il mondo dai Malvagi e dal Male, gli amici che lo sostengono e aiutano ecc.  Il massimo, oggi come oggi, saprebbe creare un protagonista diverso, pieno di difetti e di vizi, con della Luce ma anche molta Ombra. Uomo, donna e animale che lottino per far emergere la Luce, in un modo di Ombra. Oppure, al contrario, un malvagio, incapace di amare, di provare empatia e compassione.

Nei romanzi romantici si trovano spesso molti cliché. Al lettore/lettrice piace sognare e quasi nessuno ama sapere cosa stia facendo la vicina di casa, parrucchiera. Ma starà a noi dare spessore e coerenza a una donna vera, non a una barbie che vive in un mondo inesistente. Pensate al romanzo l’uomo che sussurrava ai cavalli. Lui è un allevatore, figlio di contadini, sensibile, chiuso e buono. Lei una donna d’affari che non ha mai tempo per la figlia e o il marito. Disperata per il ferimento della figlia, decide di salvare il cavallo dell’incidente e far superare alla figlia la sua difficile esperienza. Sono personaggi che spiccano per il loro realismo, per la coerenza del comportamento, per l’umanità.

In molti romanzi dove i protagonisti moderni sono liceali, si leggono spesso di bad boy (ragazzi drogati, violenti, truffatori o appena usciti da riformatori) che all’improvviso si trasformano in cuccioli adoranti quando incontrano la ragazza dei loro sogni (sempre una innocente fanciulla di periferia). Una volta colpiti dalla freccia di Cupido trovo assurdo che diventino dei moderni Montale. Inoltre, è vero che i ragazzi di oggi hanno una vita sessuale molto precoce, ma è improbabile che a quindici anni abbiano già provato le pratiche sadomaso, abortito più volte e aver avuto milioni di partner. La parola d’ordine è realismo.