consigli per i principianti: era una notte buia e tempestosa

Ciao a tutti,

Questo mio articolo vuole essere solo un consiglio spassionato per coloro che vogliono trasformare il romanzo nel cassetto in un testo degno di comparire negli scaffali delle librerie oppure negli store on-line.

Negli ultimi tempi ho letto diversi manuali di scrittura creativa, tutti erano concordi su:

1- Leggere: per scrivere bene occorre leggere molto, non solo i classici (per il lessico e per riflettere) e il genere che amiamo (se aspiriamo a scrivere un romanzo storico, leggeremo soprattutto romanzi di scrittori famosi: Manfredi, Giulio Leoni, Forte, Corwell, Vassalli, Carla Maria Russo, Danila Comastri Montanari e molti altri) ma anche quelli di solito snobbati, dai quali possiamo trarre idee per il nostro scritto (distopici, ucronici, fantascienza, noir, thriller, horror, fantasy ecc).

Riflettete: se leggete solo in spiaggia un rosa, un fantasy ogni tanto come potete pretendere di scrivere un romanzo di qualità, privo di errori grammaticali, sintattici e ortografici? Almeno servitevi di un editor…

scrittura-creativa

2L’idea: senza un’idea originale il romanzo non si può creare. Certo, ormai è stato scritto di tutto in tutti i generi letterari, ma copiare le idee degli altri non ci fa onore (intendo personaggi che si comportano come quelli famosi, che abitano nelle stesse città del romanzo famoso ecc). Questo non significa che se amate un periodo storico non possiate scrivere un romanzo ambientato in esso (per es se amate il 1800, non è detto che ci fossero solo duchi, contesse e tante feste vittoriane, ma è stato anche un’epoca di invenzioni scientifiche e mediche, di scrittori, di esploratori, di colonizzazione, di schiavitù, di modi d’investigazione più avanzati) oppure se amate la fantascienza robotica non possiate scrivere qualcosa ispirandovi ad Asimov. Il difficile sta nel domare la carta bianca, la piattezza di certe soluzioni troppo semplici, di certe frasi fatte e ripetitive. L’idea quindi si compone di alcuni elementi:

  • Originalità

  • Fantasia (ascoltare la musica e farsi trasportare da essa; osservare la vita, i comportamenti di chi ci sta accanto ecc)

  • Raccolta di informazioni/studio sull’ambiente che vogliamo descrivere

  • Capacità di andare oltre gli schemi, i cliché troppo sfruttati in letteratura.

  • Creare dei punti di vista diversi dai soliti (come la ladra di libri, il narratore è la morte)

Come possiamo capire se un’idea è adatta a essere trasformata in un romanzo (o racconto), cioè quando è buona o interessante? Se può avere un mercato e attrarre il lettore? In fondo lo scrittore crea per essere letto, per essere ricordato e apprezzato. Prima di tutto, nei corsi che ho frequentato si punta molto sull’analisi del pensiero. Cioè essere consapevoli che la storia non sia già stata scritta da altri. Per es Gaiman, prima d’iniziare, analizza il mercato librario per vedere se qualcuno ha già prodotto qualcosa sull’argomento che a lui interessa (es i dinosauri in un’isola spersa nell’oceano, dove scienziati lavorano in un team per aprire un parco divertimenti). Tempo fa, inoltre, avevo letto un articolo molto interessante sui generi che in America gli editori stanno rifiutando di pubblicare. Per es erano citate le gravidanze demoniache, le storie di zombies, gli urban fantasy alla Vampire Diaries, gli epic fantasy come il Signore degli Anelli, le storie di fate e di sirene, i thriller con il serial killer (se amate i gialli sono molti più apprezzati gli omicidi risolti dal classico poliziotto, ispettore, carabiniere, investigatore ecc). Quindi il mio suggerimento è scrivere, perché ci piace, ci rilassa, ci aiuta a dimenticare i problemi quotidiani, ma tenendo presente anche cosa vuole un lettore medio.

3 Lo stile: lo stile è tipico di un autore/autrice. Tuttavia i manuali di scrittura creativa consigliano di evitare un lessico troppo ricercato (il lettore medio non vi capirà), evitare di usare troppi avverbi in -mente nelle frasi (le appesantiscono), aggettivi generici (carino, bello, brutto, alto, basso ecc) e soprattutto frasi prolisse, infinite, talmente arzigogolate da costringere il lettore a rileggerle due volte, prima di capirne il senso.

4-La tecnica: come gestire la trama con coerenza, l’ambientazione da conoscere alla perfezione, il punto di vista, i flashback. Ho notato che tanti autori non hanno ancora ben capito cosa sia una trama (spesso è confusionaria, inconcludente), per non parlare del punto di vista.

La trama di un romanzo si sviluppa in più fasi:

  • L‘incipit, cioè l’inizio (può esserci anche un prologo, che adoro) deve catturare l’interesse del lettore e trasportarlo all’interno del romanzo (farlo immedesimare). Eviterei come la peste una decina di capitoli iniziali dove non accade nulla. Meglio riassumerli in un paio, al massimo, come introduzione ai personaggi. Colui che vi leggerà deve essere spinto a continuare la lettura (la suspense e la tensione sono importanti). Se vi abbandonerà alla fine del primo capitolo, il vostro stile è da rivedere.

  • Lo sviluppo del romanzo: inserite anche un pizzico di mistero (cosa accadrà ai protagonisti?), un piccolo dramma, un amore travagliato, un’avventura ecc. In pratica occorre tenere alto il ritmo narrativo: creare dei colpi di scena, scene di tensione, ma anche inserire dei momenti di pausa.

  • Il momento culminante della storia: se il vostro è un romanzo storico e il motivo della stesura è un assedio. Il momento culminante sarà quello oppure una battaglia tra due eserciti rivali. Per un giallo sarà quando l’investigatore raccoglierà tutti gli indizi e indovinerà chi è il colpevole.

  • L’epilogo o la fine del romanzo: molto difficile da scrivere. Deve stupire, essere memorabile come l’inizio, ma anche essere coerente con il genere che stiamo trattando (un romance che non ha lieto fine non è un romance). Ce ne sono di tre tipi: A) finale chiuso: chiude tutte le sottotrame aperte durante la storia. Ogni personaggio è giunto al termine della sua vita narrativa. B) finale aperto: molto di moda negli ultimi tempi nei romanzi di genere, lascia il dubbio nella mente del lettore, la possibilità di “indovinarlo”, in base alle informazioni lette. C) finale circolare: si trova molto di frequente nei romanzi horror e del soprannaturale, ma non solo. Il finale circolare fa ritornare il lettore al punto d’inizio, concludendo la storia da dov’era cominciata (tramite l’utilizzo del flashback oppure tramite una ripetizione degli eventi.)

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5-  Il punto di vista: solleva diverse perplessità: immagiamo il punto di vista come colui che sta dietro a una telecamera. L’angolatura con la quale osserva il mondo colui che narra.

  • visione alle spalle: corrisponde alla onnisciente (es i Promessi Sposi). Il narratore conosce tutto quello che accade ai personaggi ecc. Se posso consigliare, eviterei il narratore onnisciente, non è più di moda dagli anni ’90 e i lettori non sono più abituati a tale stile, tipico dei classici della letteratura italiana ed estera.

  • visione con: quando il narratore racconta in prima o terza persona ciò che vedono i personaggi. È la tecnica più usata al giorno d’oggi: il narratore mostra solo ciò che vede, sente, odora e tocca il protagonista (oppure i protagonisti in caso di pov alternato). Se si usa il pov alternato, consiglio di staccare le diverse visioni l’una dall’altra con un asterisco oppure cambiando pagina. Ma soprattutto non devono essere ripetitivi: un nobile del XIV secolo non potrà mai pensare e parlare come un contadino e non avrà le stesse conoscenze. Un ragazzo non avrà tutto il bagaglio di conoscenze di un vecchio ecc.

  • visione dal di fuori: se il narratore, come nel caso degli scrittori naturisti e veristi si distaccano da ciò che narrano.

6- I dialoghi: devono essere realistici ma anche legati all’epoca/trama descritta. Devono servire a proseguire lo sviluppo del libro, quindi evitate quelli banali, pieni di cliché, ecc. Io li trovo più difficili delle descrizioni. Anche qui, evitate frasi prolisse, senza una pausa.  Una persona, quando parla, di solito muove le mani, il capo, gli occhi e cambia espressione del viso. Voi dovete evidenziare queste caratteristiche (lo show, don’t tell).

7- I personaggi: non ci sono preferenze, potete sbizzarrirvi. Però, io consiglierei alle amanti del rosa di superare i cliché (lei povera ma bella; lui perfetto e ricco). Va bene puntare alla psicologia dei personaggi, ma anche qui capitoli su capitoli di dubbi adolescenziali oppure giovanili non si possono leggere. Dovete intrigare il lettore, non farlo addormentare.

8- L’ambientazione: amo le ambientazioni italiane e storiche (mia scelta). Secondo molti noti scrittori un autore al primo lavoro dovrebbe puntare su ciò che conosce. Questo per evitare errori nelle descrizioni delle strade, dei palazzi, dei fiumi (esiste google maps ma non sempre è usata dagli scrittori), negli usi e costumi, negli odori della zona ecc. Le ricerche portano via molto tempo e devono essere approfondite: una conoscenza di 360 gradi. Questo per far calare il lettore nella storia.

9- Descrizioni: devono essere mirate (colore preciso, descrizione non prolisse e inutili). Anche queste servono per far immedesimare il lettore nella storia. Ma spesso non si desidera sapere tutte le azioni (minuziose) del protagonista. In pratica non bisogna cadere nell’infodump (eccedenza di informazioni non necessarie al proseguimento del romanzo) anche nei dialoghi c’è spesso questo pericolo (un prete che chiede a un altro cosa sia il fondamento della dottrina cattolica.) Le due persone, nella realtà, non farebbero mai un tale discorso. Forse sarebbe meglio usare i flashback del protagonista, ma con moderazione.

10- La revisione: in un romanzo non esiste “buona la prima” (cioè la prima stesura). Un romanzo, una volta scritto, deve essere riletto a mente fredda, di solito dopo un mesetto. L’autore così avrà la possibilità di notarne i difetti: se è prolisso/ripetitivo: certe scene sono da eliminare; se scarno: aggiunte azioni, descrizioni ambientali e dialoghi.

PS: ricordatevi di scrivere tanto ( la pratica rende perfetti!) e di rileggere sempre quello che scrivete!

2 pensieri su “consigli per i principianti: era una notte buia e tempestosa

    • Ciao,
      sono contenta che ti sia piaciuto 😉 forse in ottobre terrò a Verona un corso di scrittura creativa per aspiranti scrittori (coloro che non hanno ancora pubblicato/scritto nulla ma desiderano farlo). Penso che farò altri articoli, magari spiegando nel dettaglio cos’è l’infodump, il punto di vista, ecc

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