RECENSIONE ROBIN HOOD DI DUMAS (NEWTON COMPTON ED)

BIOGRAFIA AUTORE: Alexandre Dumas

(1802-1870) fu uno degli scrittori più popolari della sua epoca. Autore eccezionalmente fecondo, ha legato il suo nome a più di trecento opere di narrativa (oltre al celebre ciclo de I tre moschettieri, ricordiamo Il Conte di Montecristo, La regina Margot, La Sanfelice, Il tulipano nero, di saggistica, di teatro e di viaggio, molte delle quali destinate a non tramontare, ancora oggi lette e amate in tutto il mondo da milioni di lettori. Di Dumas la Newton Compton ha pubblicato: I tre moschettieri e Vent’anni dopo, Il Visconte di Bragelonne, Il Conte di Montecristo, Garibaldi, Robin Hood, Il tulipano nero, La regina Margot e I Borgia.

 

SINOSSI:

 

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Ogni epoca, ogni generazione hanno avuto il loro Principe dei Ladri. Cavalleresco come Ivanhoe, spavaldo come D’Artagnan, Robin il proscritto ha la generosità di un santo e la giovialità di un ragazzo. Di sicuro l’arciere di Alexandre Dumas è il prototipo di una lunga serie di ladri gentiluomini. Il cinema lo ha a lungo inseguito nei labirinti di Sherwood, regno dell’allegria, dell’amicizia e delle sfide beffarde. Gli ha fatto assumere la scanzonata fisionomia di Douglas Fairbanks, la malinconica ironia di Sean Connery, il sorriso rassicurante di Kevin Costner, lo sguardo truce di Russell Crowe. Per i cartoni animati Robin è una volpe, l’inseparabile John un grosso orso. Ma nessuna immagine (come nessuno sbirro) è mai riuscita a imprigionarlo. La lotta che ha ingaggiato con il Potere è destinata a non aver mai fine. Perché Robin Hood è un mito: quello della giustizia che non ha pace e vaga per il mondo a risvegliare i suoi arcieri.

COMMENTO:

Leggendo la prima parte del romanzo ho pensato che fosse un testo per un target giovane. Gli allegri compagni di Robin Hood, infatti, non sono violenti ma rapinano solo i Normanni e i religiosi senza ricorrere alla violenza. La seconda parte, invece, con Robin adulto e vedovo, sotto la repressione di Giovanni senza Terra, gli allegri compagni diventano dei veri e propri guerrieri per la libertà. Nell’insieme è un romanzo piacevole, se non fosse per i refusi e per l’uso del lei nei dialoghi tra contadini e nobili (nel Medioevo, anche inglese, la forma di cortesia e rispetto era il voi)

 

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