RECENSIONE MEDIOEVO IN GIALLO DI MARCELLA NARDI

 

copertina medioevo in giallo

 

  1. LUCILLA, PRIGIONIERA DEL MERCANTE DI SCHIAVE.

  • Analisi grammaticale: e stile

A mio avviso c’è qualche refuso, tuttavia, in linea generale, la grammatica è molto buona.

Stile scorrevole e vivace , molto piacevole da leggere

  • Ambientazione:

Ben delineato il periodo storico del basso Medioevo, La ricostruzione dell’ambiente sociale e culturale che ruota intorno ai protagonisti di un romanzo è, a mio avviso, un elemento cruciale per approfondire meglio e rendere la personalità dei personaggi. Tutti noi viviamo in un contesto sociale che ci condiziona e incide sul nostro modo di essere, dunque sono fondamentali le caratteristiche della società e dell’ambiente i cui vivono. Ricostruzione che investe anche la vita quotidiana, le usanze, i luoghi. Questo dà spessore e credibilità alle vicende e grande realismo ai protagonisti.

  • Sviluppo personaggi:

Molto buona la descrizione emotiva di Lucilla, il terrore della morte e lo spirito sognatore, nonostante le sevizie e l’umiliazione. Aureliano, il bel nobile, gentile, sensibile, sebbene a tratti brutale, come la maggior parte degli uomini del suo tempo. Inoltre la scoperta della crudeltà del padre della fanciulla mi ha colta di sorpresa.

  • Giudizio personale:

Racconto che consiglierei, anche se personalmente avrei maggiormente descritto sia le segrete, sia palazzo Orsini e la camera dove Lucilla viene tenuta prigioniera, così da riuscire a toccare con mano un mondo estremamente affascinante, seppur remoto.

  1.  DIETRO QUEL VELO NERO

  • Analisi grammaticale e stile.

A mio avviso perfetti entrambi

  • Ambientazione

    Racconto ambientato nel basso medioevo a Gradara, nel 1275. Ambiente esterno e interno ben descritto. Buone e poche pennellate descrittive dell’abbigliamento, usi e costumi dell’epoca.

  • Sviluppo dei personaggi:

Francesca, curiosa, intelligente creatura desiderosa di sapere la verità. Tuttavia, come molte donne del suo tempo, non può opporsi al volere del padre castellano.

Capocuoco Galdino, servo della casata e confidente di Francesca. L’uomo le rivela parte della verità, ha timore di essere ucciso anch’egli.

Padre della ragazza,: anche qui si rivela un mostro!

  • Giudizio personale.

Scritto molto bene, lo consiglierei assolutamente. Tuttavia avrei maggiormente curato il realismo storico. Per esempio: le donne nel periodo medioevale, fino al XIV secolo, non venivano istruite all’arte della scrittura e lettura, sapevano solo tessere, cucire, curare la casa e se nobili gestire il feudo (la servitù). Pochissime erano le eccezioni e solo tra le nobili di alto grado. Inoltre, sempre nel basso Medioevo, non esistevano specchi, come noi li intendiamo, ma solo dischi di bronzo o argento leggermente curvi e lucidi.

  1.  LA VENDETTA…VA SERVITA FREDDA

  • Sintassi , stile e grammatica

Stile scorrevole e molto piacevole.

  • Ambientazione:

Molto ben descritti sia la casa di Angelica sia quella di Marco Polo. Con poche semplici pennellate l’autrice è riuscita a ricreare gli usi e costumi del periodo in questione, il 1280 circa. Sembra di sentire l’odore del mare, l’odore di salmastro e il rumore dell’infrangersi delle onde sugli scogli. Oltre al fatto che l’odio e la rivalità tra le due Repubbliche marinare erano già note nel periodo della prima Crociata.

  • Sviluppo personaggi

Angelica, bella ricca borghese, ben educata, come si conveniva all’epoca, desiderosa di convolare a nozze con Marco Polo. La fanciulla testardamente aveva precedentemente respinto tutti i partiti genovesi.

Marco Polo, descrizione superba del carattere tenace del personaggio. Curioso, desideroso di nuove conoscenze e ottimo commerciante.

Ottima anche la descrizioni di personaggi secondari, come lo zio Gualtiero, Niccolò Polo e Primicerio.

  • Giudizio personale:

Il più bel racconto dei quattro inseriti in questo romanzo. Sebbene forse non avrei inserito il termine “pillola” (troppo moderno, dato che all’epoca ci si curava con salassi, infusi e impacchi d’erbe, poche erano anche le bevande tratte da materie prime). I libri erano inoltre ancora poco diffusi e molto cari, un nobile quasi mai ne possedeva una libreria. Spesso erano di contenuto religioso, in latino, e miniati da monaci amanuensi, oppure classici, come Cicerone, Virgilio ecc, custoditi gelosamente nelle biblioteche capitolari delle diverse città. Anche Cangrande, Signore di Verona, si serviva dei testi conservati nella Biblioteca Capitolare e liberamente accessibili anche ad altri nobili.

  1.  CODICE DNA

  •  Sintassi, stile e grammatica:

Grammatica ineccepibile e stile scorrevole

  • Ambientazione:

Sorprendente e molto piacevole il legame, voluto dall’autrice, tra il basso Medioevo, ben descritto, e il XXI secolo.

  • Sviluppo personaggi:

Fra Tommaso D’Aquino e il genetista moderno Luigi Riva sono accomunati dal desiderio di conoscenza . Hanno caratteri ben definiti e descritti, essenziali per dare spessore ai personaggi.

  • Giudizi personale 

Bella e divertente l’invenzione iniziale ambientata all’epoca degli uomini delle caverne. Mi è piaciuto anche il legame tra XXI secolo e il 1275, che l’autrice ha saputo dare . Racconto delizioso, amo le epoche miste,

   

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