RECENSIONE L’ULTIMA LEGIONE DI MANFREDI

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SINOSSI:

Non vorrei fare troppo spoiler che chi desidera leggere il libro: la storia inizia nel 476 dc tra gli ultimi legionari voluti dall’Imperatore nel V secolo. In quell’epoca diversi imperatori avevano con editti cambiato e modificato le tecniche di combattimento : non più il gladio e la testuggine di milites solo romani, ma vexillationes comitatentes e limitanee composte da cavalieri barbari con l’utilizzo della spartha. In questo scenario troviamo Aurelio, leale soldato dell’Impero, con alcuni compagni della legione. Livia Prisca, scampata ad Aquileia e buona combattente che incontra e salva Aurelio per caso; Romolo Augusto, l’ultimo imperatore bambino catturato da Odoacre che con i suoi barbari conquista l’italia; Ambrosine, un erudito druido britanno che ha il compito d’istruire Romolo e Wulfila, il guerriero di origine gota che perseguita il gruppetto.

Analisi grammaticale:

Direi buona, anche se non eccelsa quanto il mio nome è nessuno. Ho notato nel romanzo solo un errore di un tempo verbale.

Ambientazione:

L’Italia da Capri a Ravenna, fino all’attraversamento delle Alpi e arrivo in Britannia.

A mio avviso, Manfredi è un maestro nel descrivere le strade romane, i luoghi di posta per la sosta dei cavalli, le valli e le campagne dell’Italia di fine impero. Amo anche le sue descrizioni delle battaglie tra i soldati romani e i barbari.

Personaggi molto ben descritti sono:

Aurelio e la sua lealtà, amore e desiderio di libertà. Cerca in tutti i modi di proteggere l’ultimo baluardo di Roma, con la sua cultura, arte e bellezza proteggendo Romolo.

Livia Prisca con il suo amore non molto celato verso il soldato Aurelio, che non ricorda il suo passato, è la mia preferita. Una donna forte, combattiva, che non si lascia scoraggiare da nulla e da nessuno.

Ambrosine, il precettore di Romolo. In realtà si scopre essere un druido britanno giunto in italia anni prima per richiedere aiuto al vecchio imperatore. Un uomo astuto, intelligentissimo e ricco di risorse. Molte volte nel romanzo il gruppetto riesce a sfuggire dalle grinfie del persecutore grazie a lui e alla forza dei soldati romani.

Wulfila, il generale barbaro al soldo di Odoacre che deve scovare Romolo Augusto e imprigionarlo in Italia e uccidere i suoi sostenitori.

Giudizio personale: 

bel libro. Manfredi ha avuto una buona idea nel creare sia la figura di Ambrosine sia di far fuggire Romolo Augusto in Britannia. Da leggere, lo consiglio!

 

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