RECENSIONE IL MIO NOME E’ NESSUNO: IL GIURAMENTO DI MANFREDI

TRAMA: IL MIO NOME E’ NESSUNO, IL GIURAMENTO

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il romanzo ripercorre nella prima parte l’infanzia di Odysseo a Itaca. Il bambino cresce ammirando i grandi eroi del passato: Eracle, Giasone e gli Argonauti alla ricerca del vello d’oro. Il padre Laerte ritorna dopo anni di assenza, conosce il figlio, lo educa alla caccia e al combattimento fino a portarlo con sé a visitare i grandi regni della Grecia. Si recando anche nel regno di re Euristeo che sta costringendo Eracle alle dodici fatiche dopo averlo accusato di aver assassinato moglie e figli. Accusa ingiusta, Eracle è innocente.

Una volta adulto, Laerte gli cede il trono ma il figlio deve sposarsi. Odysseo si reca così a Sparta. Il sovrano di quella città ha infatti accettato di far sposare la figlia Elana, la fanciulla più bella della Grecia, a uno dei futuri sovrani della terra degli Achei. Tutti i giovani in età da matrimonio partono alla volta di Sparta intenzionati a combattere per la mano di Elena. Per scongiurare un bagno di sangue, Odysseo, sorretto da Athena, la dea della saggezza, propone ai giovani pretendenti un patto: sarà Elena a scegliere lo sposo e tutti dovranno accettare la sua decisione. Inoltre che tutti giurino nella sala reale di proteggere Elena e il suo sposo, in caso di rapimento di questa. Odysseso, sebbene attratto dalla bellezza di Elena, non desidera sposarla e s’innamora di Penelope, sua cugina, la sposa e la porta con sé a Itaca.

Nella seconda parte del romanzo gli eventi precipitano quando Elena, sposa di Menelao, viene rapita da Paride di Troia. Anche se Odysseso e Menelao tentano la restituzione di Elena, il re di Troia si rifiuta e la guerra diventa inevitabile. Agamennone, re di Micene e fratello di Menelao, dichiara guerra a Priamo e poterà con sé tutte le truppe dei paesi della Grecia. La sanguinosa guerra

durerà 10 anni fino alla vittoria di Agamennone grazie all’inganno con il cavallo di legno proposto da Odysseo.

  • ANALISI GRAMMATICALE E STILE

la grammatica è perfetta e così l’ortografia. Manfredi ha costruito il romanzo tenendo presente il pov di Odysseo. Lo stile epico mi è piaciuto tantissimo.

  • AMBIENTAZIONE:

Odysseo racconta la sua vita dall’infanzia a Itaca alla guerra contro Troia. Le descrizioni dei luoghi sono così dettagliate che l’autore ti fa immaginare di vivere vicino all’eroe e di combattere, soffrire durante i 10 anni di guerra contro Troia.

  • PERSONAGGI:

Il protagonista è Odysseo e le vicende vengono descritte dal suo punto di vista. I coprotagonisti sono innumerevoli: Penelope, suo padre Laerte, Menelao, Aiace, Agamennone, Achille, Patroclo, Paride, Ettore e tanti altri. Uno scenario molto ricco. Tutti personaggi descritti sono molto umani con debolezze e punti di forza.

  • GIUDIZIO PERSONALE:

Il miglior romanzo di Manfredi. Ti fa comprendere quanto all’epoca i greci fossero legati agli dei e al loro volere. Inoltre nelle poche antiche l’onore e la gloria erano tutto, senza queste un uomo, un nobile guerriero, non era nulla.

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