RECENSIONE IL CAVALIERE DEL GIGLIO DI CARLA MARIA RUSSO

BIOGRAFIA

Nata a Campobasso ma residente da molti anni a Milano, dove ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Lettere Moderne. Ha iniziato l’attività di scrittrice con romanzi per ragazzi approdando alla narrativa per adulti nel 2005, con il romanzo La sposa normanna (Piemme)[1] che ha vinto il premio Città di Cuneo per il primo Romanzo [2] e il premio Feudo di Maida. Il libro ha conosciuto ben presto un vasto successo, mai interrotto, passando attraverso numerose edizioni e ha venduto oltre 150.000 copie. Sono seguiti Il cavaliere del giglio (2006),L’amante del Doge (2008) e Lola nascerà a diciott’anni (2010), vincitore del premio Fenice-Europa 2010, tradotto in inglese nel 2011 e pubblicato in formato e-book per la casa editrice Emmabooks con il titolo di Waiting for Lola [3], La Regina irriverente (2012) La Bastarda degli Sforza (2015). I suoi libri sono tradotti in inglese, tedesco ed altre lingue europee.

 

SINOSSI:

 

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Inizi del 1200. Firenze è dilaniata dalla guerra civile: guelfi contro ghibellini, papato contro impero. Le torri pullulano di argani e catapulte, pronte a scagliare massi sui tetti. Pur di sopraffarsi, le fazioni lanciano pece infuocata sulle dimore degli oppositori. La città brucia e il sangue scorre nelle strade. Tra i combattenti si distingue un valoroso condottiero, un brillante capo politico, un uomo con forte senso dell’onore: è il giovane Farinata degli Uberti, erede di una delle più antiche e potenti casate cittadine. E proprio Farinata a guidare le truppe fiorentine contro Siena, l’acerrimo nemico di sempre, e a condurle al trionfo da una situazione che pareva disperata. È ancora lui a far garrire i gonfaloni del Giglio sul colle a ridosso delle mura senesi e, dopo la vittoria, a risparmiare la città prostrata. Ma forse a influenzare l’impavido guerriero,è stato l’incontro, nel momento più feroce della battaglia, con l’unica donna in grado di tenergli testa, la bella Adeleta, che invece di fuggire dal nemico e rinchiudersi come le altre tra le mura della città, ha reciso la sua folta chioma, ha impugnato le armi e ha combattuto strenuamente fino alla fine

 

COMMENTO:

Uno dei romanzi sul Medioevo più belli che abbia mai letto: coinvolgenti le descrizioni di Firenze e Siena, la figura di Farinata degli Uberti è messa in rilievo in modo magnifico. Era un grande stratega militare, di una fierezza e di un senso dell’onore senza eguali. Complimenti all’autrice, leggerò anche gli altri suoi romanzi (a mio modesto parere, le autrici e gli autori italiani di storici sono i migliori)

 

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