INTERVISTA A SOPHIA MARGO’

Ciao a tutti, oggi intervisterò la talentuosa e generosa Sophia Margò. Una donna con un cuore grande, interessata ai più deboli.

Ciao Sophia e grazie per essere qui con noi! Raccontaci qualcosa di te.

Mi piace molto leggere e non ho un tema particolare, semplicemente deve avere una trama interessante. Spazio molto, passo dai fantasy, ai romanzi, ai libri storiciMi piace viaggiare, conoscere posti nuovi. Amo molto gli animali.

Da quanto coltivi questa passione e com’è nata.

Diciamo che è iniziata per caso anche se non la definirei proprio una passione. Scrivo quando trovo una storia interessante che mi appassioni. È nata per caso grazie all’adozione di una cagnolina molto spaventata. Ho desiderato fare qualcosa per sensibilizzare le persone su questa tematica, sulle adozioni degli animali abbandonati. Così ho scritto la sua storia.

Che tipo di scrittrice/scrittore sei? Scrivi di getto o sei meticolosa/o nel progettare trama, scheda dei personaggi ecc…?

Non ti saprei rispondere. Posso semplicemente affermare che tengo molto a quello che scrivo, soprattutto perché, a volte, ho vissuto quei momenti, amandoli in modo particolare, come Giudy o il Cammino di Santiago.

Oggi il self publishing sta prendendo sempre più piede, come vedi questo fenomeno?

Lo vedo come una bella opportunità.

Com’è nata l’idea dei tuoi romanzi? Sto terminando di leggere una freccia,  un sentiero, destinazione Santiago ed è impregnato sia di spiritualità sia di amore verso il prossimo (mi è venuta voglia d’iniziare il Cammino e scoprire me stessa). Parlaci della motivazione che ti ha spinta a creare un romanzo così particolare.

Quando decidi  di percorrere il Cammino di Santiago, nel tuo cuore nasce un fuoco ancora prima di partire. Alcuni la chiamano “la chiamata del Cammino” e stai sicuro che chi decide, prima o poi parte. Basta entrare nei gruppi per vedere l’entusiasmo e l’amore di chi lo ha percorso.

L’ho appena scritto su un gruppo. Non esiste un perché, vuoi partire e basta.

Molti pensano che sia un percorso religioso e solo chi ha fede lo fa. Sbagliato. Ho visto più atei sul Cammino di Santiago che in tutta la mia vita.

Cosa spinge queste persone a partire? Non lo so ma è un’esperienza straordinaria, un’avventura incredibile sia a livello umano che culturale e paesaggistico, ecc.

Pensate che, ogni anno, viene percorso da più di 200.000 persone provenienti da tutto il mondo, tra cui almeno 20.000 italiani. No, non ho sbagliato gli zeri, sono corretti, avete capito bene, più di duecentomila tra cui ventimila italiani, forse anche di più.

Se così tante persone si disturbano per percorrerlo, qualcosa di bello lo avrà, no? Nessuno torna deluso. Anzi, meglio non incontrarlo che vi fa il lavaggio del cervello.

A volte è capitato che, durante il Cammino, abbiamo incontrato persone estremamente originali, buone ma originali e, in quel momento, ci siamo chiesti “ma sono vere o sono uscite da un libro?”

Beh! Potrebbe essere una scusa per leggere il mio libro e scoprire cos’è il Cammino e cosa si vive.

Il libro è stato scritto in terza persona ma è il nostro Cammino.

E ora diamo spazio alle tue opere! Ti va di presentarcele?

Il mio primo libro è “Giudy. La storia vera di una grande amicizia

Vorrei giusto dire che non è un libro triste. Non è stato scritto per deprimere le persone ma per insegnare. Riderete in molti pezzi, anche perché la nostra piccoletta è davvero originale. Pensa che rido persino io quando lo rileggo e mi ricordo certi momenti.

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TRAMA: Giudy è una dolce cagnolina che ha molto sofferto, è spaventata e diffidente. 
Sequestrata per maltrattamenti, viene portata in un canile dove rimane per anni.
Nonostante venga accudita amorevolmente, continua ad essere paurosa e sfuggente.
Un giorno qualcuno la vede e commosso dai suoi occhi tristi, decide di adottarla…

 

Come ho già detto prima, è stato scritto per sensibilizzare le persone ma anche per invitare gli adottanti ad avere più amore e pazienza, ma soprattutto responsabilità e coscienza. Il ricavato andrà a loro, ai dimenticati, quindi fatemi pubblicità. J

Come dico sempre: adottare o prendere un animale non è obbligatorio. Se non avete voglia di impegnarvi, non fatelo.

 

Il secondo libro è “Una freccia, un sentiero, un Cammino. Destinazione Santiago”.

 

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TRAMA: Elena, rimasta vedova, affronta un periodo molto difficile della sua vita. 
Una sera alcune amiche la invitano al cinema. Da quel momento, si troverà coinvolta in un’esperienza straordinaria che la porterà ad attraversare tutta la Spagna tra incontri speciali, paesaggi meravigliosi, leggende, storia, cultura.
In compagnia di pellegrini provenienti da tutto il mondo, seguirà l’antico Cammino verso Santiago de Compostela. 

Il terzo è un racconto breve “Ad un passo dalla felicità

Molti pensano che sia un libro religioso. Non lo è. Se avete la curiosità di sapere qualcosa dell’India, un paese dai mille volti e colori, questo racconto potrebbe essere un’opportunità per scoprire qualcosa.

Ho vissuto in prima persona questa esperienza, anche se il racconto è scritto in terza.

Quindi non ho inventato nulla. Di sicuro, insieme al Cammino, è stata l’esperienza più intensa della mia vita.

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TRAMA: Calcutta, una città dai mille volti e colori dove povertà, caste, disprezzo e umanità si mischiano come in una danza continua e infinita. È in questo mondo pieno di contraddizioni e sfumature che Anna si viene a trovare. Vivrà un’esperienza umana straordinaria dalla quale, una volta provata, è difficile staccarsi.

Hai altri progetti in cantiere?

Vorrei scrivere un libro su una storia di mobbing sul lavoro. Metà libro è già scritto. Ora manca la seconda parte.

  

Bene, siamo arrivati alla fine, grazie per essere stata/o con noi. Per salutarci lasciaci uno stralcio di un tuo romanzo e in bocca al lupo per la tua carriere di autrice/autore! 

 

Vi lascio sia il Cammino che Giudy.

 

Una freccia, un sentiero, un Cammino. Destinazione Santiago”.

Il Cammino è anche questo:

 

Quell’ultimo pezzo per arrivare a Burgos, che tutti descrivevano come una grande croce sotto il sole cocente, in realtà era stato all’ombra e abbastanza piacevole, affiancando un grazioso fiumiciattolo che si faceva strada dentro un bel parco.

Finalmente era arrivata nella città del grande condottiero El Cid Campeador.

L’entrata in plaza Rey San Fernando fu qualcosa di grandioso. Attraversò il ponte, passò sotto l’arco di Santa Maria, una delle dodici porte di accesso alla città, e fu in piazza.

La splendida Cattedrale gotica apparve ancora più imponente e la visione di quello splendore lasciò Elena completamente a bocca aperta.

Dopo San Pietro, quella era la piazza più bella che avesse mai visto e non riusciva ad immaginarne un’altra che la potesse superare in bellezza.

La cattedrale di Burgos, uno dei monumenti più belli al mondo dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, era proprio davanti a lei e i suoi occhi non si stancavano di guardare quella meraviglia. Davvero un bel colpo d’occhio, soprattutto per lei che non si aspettava davvero una cosa del genere.

Rimase colpita soprattutto dalla torre dell’orologio e dai pinnacoli che s’innalzavano fieri verso il cielo.

Entrò per farsi mettere il sello sulla credenziale e chiedere informazioni sull’orario di visita.

Fino a qualche mese prima non sapeva nemmeno dove fosse Burgos, che grave mancanza.

 

Giudy. La storia vera di una grande amicizia.

 

Dovevamo armarci di tanta ma tanta pazienza.

Giudy ultimamente aveva cominciato a stare con la bocca aperta e la lingua fuori, un po’ come se sorridesse.

Così mi sono ritrovata al computer a cercare cosa potesse essere. Ho trovato qualche informazione riguardo a questo atteggiamento del quale non mi sono mai preoccupata, visto che il cane che avevo già era sempre stato un’esplosione di felicità.

In realtà la lingua fuori può avere molti significati e non sempre è sintomo di serenità. Dipende molto da diversi fattori, ad esempio se la mandibola è rilassata oppure contratta. A volte può essere stress.

In questo caso invece, la nostra piccola cominciava a rilassarsi e ad essere più serena. Almeno questo c’era scritto.

Io ho preso questa informazione alla lettera ed effettivamente anche a me sembrava che ogni giorno andasse sempre un po’ meglio.

Quando uscivamo sul balcone ci seguiva volentieri, anche se sembrava a tratti tranquilla e ad altri intimorita. Quando entravamo in casa invece non sempre voleva seguirci, prima doveva fare la sua sosta di riflessione davanti alla porta finestra per capire bene cosa fare.

Mentre lei rifletteva con la zanzariera aperta, io pensavo già a quante mosche sarebbero entrate.

Un pomeriggio nella foga di uscire di nuovo sul balcone, non si è accorta della presenza della zanzariera e, andandoci a sbattere contro, è rimbalzata indietro. Non si è fatta male e non si è spaventata, però la scena è stata davvero buffa.

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